Dao De Ching
老子,「道德經」(ru) Þëèÿ Ïîëåæàåâà
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Miao De Ching
Dao De Miao
1
Dire ciò che accade davvero
con parole
è tentare e fallire
Ciò che non ha nome
è il segreto del Cielo e della Terra
Ciò che ha nome
resta chiuso nella cornice delle parole
Eppure, ogni essenza
e ogni nome che le diamo
sono semi
della stessa verità
Il desiderio rende difficile comprendere
Senza desiderio
si coglie l’essenza
nascosta
tra le forme che appaiono e scompaiono
Dalle parole all’essenza
passa
la via del miracolo
2
Bene e male
sono questioni di definizione
Nel nominare qualcosa
le diamo misura
Il bello esiste
solo accanto al brutto
La vita si comprende
attraverso il non-vivere
Lungo e corto
si vedono in relazione
Cadendo in basso
nasce l’idea dell’alto
Un suono
ha bisogno di un altro suono
per diventare musica
Così si seguono
futuro, presente, passato
Per questo il saggio
agisce senza agire
Insegna senza parole
opera senza imporre
Crea
senza possedere
Mette in moto
senza intervenire
Il mutamento nasce
senza sforzo
E nel compimento
resta
senza orgoglio
senza perdere
stima
né amore
3
Se il sapere non fosse onorato
chi competerebbe per avere ragione?
Se gli oggetti preziosi non seducessero
chi diventerebbe ladro?
Se non ci fosse davanti a tutti
ciò che suscita desiderio
che cosa
turberebbe i cuori?
Per questo il saggio
quando governa
assicura cibo e vestiti
e svuota il terreno del desiderio
Indebolisce la tensione del volere
raffredda le passioni
Chi sa
non usi il sapere contro il popolo
Solo il non-intervenire
conduce alla quiete
4
Dare una definizione del Dao
non è facile
Senza corpo
è origine di tutte le cose
Vuoto
eppure inesauribile nel manifestarsi
Senza forma
e fondamento di ogni forma
Profondo
causa di ogni fenomeno
Nulla gli è paragonabile
Tutto ciò che esiste
è polvere accanto a lui
Il suo splendore
la sua chiarezza
il suo scuotere
somigliano solo
al caos
Precede ogni inizio
Chi o che cosa lo abbia creato
non lo so
5
Il Cielo e la Terra
non provano compassione
La natura
non segue criteri umani
Non cambia il suo corso
per pietà
verso chi soffre
Così il saggio,
seguendo la natura
rispetta la vita semplice del popolo
senza appellarsi all’umanità
Alcune cose
funzionano solo grazie al vuoto
Un flauto
Un mantice
Più vuoto
più libertà di movimento
Più movimento
più utilità
Così è anche lo spazio
tra Cielo e Terra:
meraviglioso
per la sua vacuità
Parlarne a lungo
è inutile
In ogni cosa
è utile
seguire la misura
6
Chi cerca il primo fonte del Cielo e della Terra
giunge a una Porta, fondamento d’ogni essere
Nel suo profondo stanno le radici
della nascita primordiale
oltre di lei, il Nulla si apre
Quella Porta conduce
dal “forse” all’“è”
atto eterno che non conosce tempo
Dal Nulla sgorga
una molteplicità senza confine
che prende forma e uso senza fine
come filo tratto da mano invisibile
che mai si spezza, mai si consuma
7
Poiché il Cielo e la Terra
non custodiscono sé stessi
il loro corso non si esaurisce
Così opera l’uomo saggio
Lunga è la vita
di chi non la stringe con brama
avanza colui
che accetta l’ultimo posto
trova letizia
chi non teme la perdita
Chi non è occupato di sé
non viene mai abbandonato
dalla sorte
8
L’acqua rivela
la più alta forma di nobiltà
Giova a tutti
e cerca la quiete
non contende onori né gradi
ma dimora nei luoghi bassi
che l’uomo rifugge
Specchiati nell’acqua
e vedrai il tuo volto:
il suo fluire
segue il corso del Dao
Così il saggio
fedele al moto del cuore
vive semplice ed è amico di tutti
parla con verità
governa con calma
decide nel tempo giusto
e assume solo ciò che può sostenere
Cede come l’acqua
dimora nel silenzio:
per questo errore e sventura
non lo trattengono
9
Occorre sapere
quando arrestare la mano
Nessun vaso
regge colmo oltre il suo bordo
ricchezza smisurata
non trova custodia
lama troppo acuta
presto perde il taglio
Orgoglio senza misura
per beni o dignità
attira rovina sulla casa
Saper partire
quando l’opera è compiuta:
questa è la norma
del cammino naturale
10
Se giungi all’unità con te stesso
con corpo e spirito concordi
senza smarrire l’integrità
se placando il respiro
torni simile a un neonato
se purifichi lo sguardo
e ti liberi dall’errore
se ami il tuo popolo senza artificio
e, posto al comando
governi senza astuzia
se, come Madre eterna
doni vita e concedi morte
senza attaccamento
se puoi reggere il mondo
senza perderti —
allora nutri e istruisci,
genera e custodisci,
crea senza possedere
Agisci
senza attendere mercede
guida
senza reclamare onore
Così conoscerai
la segreta grazia del De
11
Senza il foro
la ruota non gira
Il vaso è d’argilla
ma serve per il vuoto
Più spazio nella casa
più vita vi respira
Così il vuoto
rende possibile l’uso
ciò che riempie
produce il profitto.
12
Troppi colori
indeboliscono lo sguardo
Troppi suoni
assordano l’udito
Troppi sapori
ottundono il gusto
Gli svaghi eccitano il cuore
senza nutrirlo
Desideri eccessivi
turbano la pace
i tesori
generano il crimine
Il saggio
non si lascia sedurre dagli ornamenti:
egli cura il nutrimento
non l’abbaglio
13
Lode e biasimo
inquietano allo stesso modo
Chi molto si stima
molto teme:
teme di perdere il nome
teme il giudizio altrui
Chi poco si afferra a sé
non è toccato
dalle opinioni
Chi si pone sopra il mondo
ne diventa schiavo
Chi invece si dona agli altri
riceve il mondo intero:
fiducia
e amore
Il mondo si affida
a chi non si separa da esso
14
Il Dao
non si ode:
oltre il suono
Non si vede
oltre la forma
Non si tocca:
oltre il contatto
Uno
non definibile
fuori da ogni dottrina
Il suo salire
non è luce;
il suo scendere
non è tenebra
Senza nome
ritorna sempre al non-essere
Forma senza forma
immagine senza contenuto:
oscuro, indistinto
Chi gli sta davanti
non ne vede il volto
chi lo segue
non ne trova la fine
La sua legge
unisce tutti i tempi
Chi la segue
governa il presente
e conosce l’origine
Questa è chiamata
la filo eterno del Dao
15
I maestri antichi del Dao
penetravano così a fondo
che pochi li comprendevano
Per questo
se ne può solo descrivere il modo
Cauti
come chi attraversa il fiume sul ghiaccio
Vigili
come davanti a un nemico
Semplici
come legno non lavorato
Misurati
come ospiti rispettosi
Sottili
come ghiaccio di primavera
Gravi
come una casa che attende
Impenetrabili
come fango in piena
Restavano oscuri
ma chiarivano l’oscuro
Dimoravano nel non-agire
e inducevano l’azione negli altri
Fermi nel Dao
scarsi nei desideri
contenti del poco
inermi davanti alla povertà
Non cercavano
di creare il nuovo
16
Custodendo la mente
in quiete totale
raggiungo il limite del vuoto
In silenzio osservo
le cose fiorire
nel loro slancio di vita
Poi, lentamente
ritornano alla fonte
alla quiete
al vuoto
Così è il destino di tutti
Questo ciclo eterno
si chiama Costanza
Conoscerla è chiarezza
Ignorarla spinge al disordine
Chi accoglie la Costanza
riconosce la giustizia della Natura
Questa è la legge che governa il mondo:
senza corpo, senza morte
il Dao permane
senza fine
17
Chi non dà fiducia al popolo
non è degno di fiducia
Governa nel caos
ed è disprezzato da tutti
Un poco meglio
è chi governa con la paura
Meglio ancora
chi guida con amore e rispetto
Ma il migliore dei governanti
è quasi sconosciuto
Non fa discorsi
non si mostra
Quando il compito è compiuto
la gente dice soltanto:
“È successo da sé”
18
Quando il Dao si perde dentro l’uomo
la società impone leggi dall’esterno
Quando non si vive più secondo coscienza
nascono doveri civili e familiari
Quando la mente inventa principi
appaiono ipocrisia e opposizione
Dove in famiglia regnano i conflitti
si parla molto di dovere
Dove lo Stato è in disordine
si invocano patriottismo
e obbedienza alla legge
19
Se non ci fossero dottrina e sapere
le persone sarebbero cento volte più felici
Se non ci fossero specialisti
e mercanti del profitto
non ci sarebbe base per il crimine
Se non ci fossero morale, norme, restrizioni
imposte ovunque
la gente tornerebbe
all’armonia della famiglia
Tutto questo dice una sola cosa:
Per il saggio
la via migliore è la semplicità
Legno grezzo
Tela nuda
Abbandonare l’ego
Rinunciare a desideri e ambizioni
20
Sempre, in ogni tempo
il saggio soffre della sapienza
È davvero così grande
la distanza tra onore e disprezzo?
È così netta
la linea tra bene e male?
Chi genera paura
è lui stesso prigioniero del timore
Solo, in mezzo alla festa
vago senza scopo
Assorbo il mondo distratto
come un neonato
dagli occhi spalancati
Guardo senza cercare
Senza aspettare
Dov’è la casa
dove potrei trovare pace?
Non credo di avvicinarmi mai
Galleggio impotente
come una foglia
trascinata dalla corrente
Tutti cercano sicurezza e successo
Io resto ai margini
Stolto!
Non ho risultati da mostrare
Gli altri hanno opinioni su tutto
sicuri, senza dubbio
Io solo cammino nel buio
giorno e notte
Ignaro fin dall’infanzia
non comprendo ciò che per tutti è chiaro
Sogno, come sul fondo
dell’oceano della vita
Tutti brillano di talento
e corrono verso mete e successi
Io solo
come un’onda senza scopo
inutile, oscillante
Non condivido
gli affari comuni degli uomini
Mi nutro soltanto
del seno di Madre Natura
21a
Il Dao traccia i confini del De
Il De nasce dal Dao e lo segue
Il Dao è enigma
Nel suo mostrarsi vive il meraviglioso
Vago e indefinito:
nel suo fondo stanno le forme di ogni cosa
Nel suo buio è custodito il senso della vita
Nel suo oscuro grembo: ogni seme dell’essere
Da sempre lo si nomina
per renderlo dicibile
Nome dopo nome
per indicare l’origine di tutto
21b
Il Dao dà misura al De,
e il De, come fiume, dal Dao prende nascita
Ma il Dao resta enigma splendente
via di stupore anche quando si mostra
Indefinito dono:
nel suo fondo nebbioso dormono tutte le immagini
Nella sua oscurità si conserva il senso del vivere
nel suo buio inconcepibile palpita ogni embrione
Un lampo possibile di realtà
dà forma alla natura intera
Dall’antico fino a oggi
gli uomini hanno cercato di dirlo
di dargli un nome più umano, meno estraneo
strumento per pensare
l’inizio di ogni cosa
22a
Ciò che è incompleto conserva il germe del compimento
Il curvo tende a raddrizzarsi
Solo il vuoto può riempirsi
Il vecchio apre al nuovo
La mancanza genera possibilità
L’eccesso porta perdita
Il saggio vive così:
non si espone, ma è visibile
Non impone, ma ha ragione
Non si vanta, e viene seguito
Non compete
perciò non ha rivali
Accetta il movimento:
è ritorno alla pienezza
22b
Nella ferita riposa il seme della guarigione
e ciò che è storto cerca la sua linea segreta
Solo il vuoto conosce la pienezza
solo ciò che invecchia sa rinascere
La scarsità invita all’acquisto
l’eccesso prepara l’abbandono
Così il saggio si regola:
non si mette in mostra, eppure appare
Non si irrigidisce, eppure è giusto
Non si celebra, e il popolo lo segue
Ottiene potere senza gonfiarsene
non lotta con nessuno
e nessuno può prenderne il posto
Non mentiva l’antico detto:
«L’imperfetto custodisce il perfetto»
Accogli il mutamento:
è il passo segreto del ritorno
23a
Il vento del mattino dura poco
La pioggia violenta non persiste
La natura non spreca parole
L’uomo dovrebbe imitarla:
parlare poco
mantenere ciò che dice
Chi vive come servizio al Dao
cammina saldo
Chi serve il De incontra gioia
Chi vede la vita come perdita
cade nelle perdite
È stato detto:
a ciascuno secondo la sua fede
23b
Il vento dell’alba passa in fretta
e la pioggia più dura si stanca
La natura non prolunga la voce
e ancor meno dovrebbe farlo l’uomo
Colui che fa della vita un servizio al Dao
è fermo nel cammino
e il cammino lo riconosce
Chi serve la virtù diventa virtù
e la gioia gli viene incontro
Chi vede solo danno e sventura
si ritrova prigioniero delle proprie perdite
Da secoli risuona la stessa parola:
a ognuno sarà dato secondo ciò in cui crede
24a
Stare sulle punte non è stabile
Fare passi troppo lunghi stanca
Esporsi non porta rispetto
Lodarsi non porta gloria
Forzare non porta successo
L’orgoglio non guida
Chi segue il Dao
evita l’inutile agitazione
24b
Chi si solleva sulle punte non regge
chi allunga troppo il passo non arriva lontano
Chi si espone cerca applausi e perde stima
chi si loda resta senza gloria
Chi assale non vince
chi si gonfia non guida
Ogni vivente rifugge ciò che è superfluo e rumoroso
Se vuoi camminare nel Dao
cammina leggero con loro
25a
Esiste qualcosa di informe e compiuto
nato prima di cielo e terra
Silenzioso. Solitario
Si muove senza perdere nulla
Penetra ogni cosa
Genera tutto
Non so il suo nome
Lo chiamo Dao
Se devo dirne la grandezza:
lo chiamo Grande
Grande significa lontano
Lontano significa ritorno
25b
C’è un Essere compiuto nel caos
nato prima del cielo e della terra
Silenzioso, isolato
autosufficiente e incessante
si muove senza consumarsi
attraversa ogni fenomeno
e genera tutto ciò che è
Il suo nome mi sfugge
Lo indico come Dao
Se costretto a nominarlo
lo chiamo Grande
Grande è ciò che sfugge al pensiero:
credi di afferrarlo, ed è già lontano
Eppure, nel suo allontanarsi
sempre ci riporta all’origine
Così l’umano, piccolo nel sapere
osa comprendere l’immenso
E nel conoscere le leggi del cielo
inizia — appena — a intuire il Dao
26a
Il peso
è radice del leggero
La quiete
governa il movimento
Per questo il saggio
anche se incontra prodigi sul cammino
non abbandona il suo carico
Nessuna visione splendida
lo seduce a correre avanti
a gettare il peso
per inseguire il miraggio
Così anche chi governa deve sapere:
disprezzare il popolo
porta al fallimento
La calma del popolo
è la radice del potere forte
Dove può andare un sovrano
se si stacca dalla radice?
Chi raccoglie vittorie solo per sé
le svuota di senso
E nella corsa senza senso
il potere si perde in fretta
26b
La pesantezza della radice sostiene la leggerezza della pianta
La quiete della pianta è signora dello slancio dei rami
e salvezza dalla tempesta del vento
Quando il saggio incontra un miracolo sulla via
non abbandona il suo carico, non dimentica il suo fardello
La meraviglia dello spettacolo non lo tenta:
non si libera del peso, né gli corre incontro
Così il governante deve tenere a mente:
odiare e umiliare il popolo conduce al fallimento
Un popolo sereno è la radice di un governo saldo
Dove andrà il signore, se le sue radici saranno recise?
Se tutte le vittorie e i successi sono solo per sé, essi saranno vani
Agitandosi senza senno, perderà con facilità il suo potere
27a
Chi sa camminare
non lascia tracce
Chi sa parlare
non spiega troppo
Il piano perfetto
non ha piano
Quando il saggio unisce
non usa corde —
eppure il legame
non si scioglie in mille anni
Quando il saggio chiude
non usa serrature —
e nessuna chiave
può aprire
Per questo il saggio
vive con la porta aperta
Accoglie tutti
con fiducia e cuore aperto
Chi arriva
non trova rifiuto:
chi è nel bisogno
chi dubita
uomo o creatura —
nessuno se ne va senza aiuto
Insegna a chi vuole imparare
e ne riceve gioia
Ma non si lega al discepolo
e il discepolo
non deve legarsi troppo al maestro
Perché il sapere
senza errore
è fonte abbondante
di confusione e stoltezza
Riconoscere questo
è sufficiente
27b
Il viaggiatore perfetto è quello che non lascia tracce
Il miglior oratore è colui che non ha bisogno di spiegare le sue parole
Il piano più perfetto è quello che non ha alcun piano
Quando il saggio deve legare due cose, non usa corda
ma nessuno potrà scioglierle in mille anni
Quando il saggio chiude una porta
non usa serratura
eppure nessuna chiave potrà aprirla
Per questo il saggio vive con la porta aperta
Accoglie chiunque con fiducia e cuore sincero
Nessuno che bussi sarà mai rifiutato:
che l'uomo sia in difficoltà o nella disperazione
che sia un essere umano o altra creatura
nessuno se ne andrà senza aiuto
Egli è pronto a insegnare a chi vuole apprendere
e in questo trova gioia e onore
Ma non si lega troppo al discepolo
evita connessioni che possano diventare vincoli
Allo stesso modo, il discepolo, per progredire nel cammino
non deve attribuire troppo rispetto al maestro
Perché il sapere che si crede senza una goccia d’errore
è fonte fertile di inganno e stoltezza
Solo questa verità assoluta è da riconoscere
28a
Conosci il maschile
ma custodisci il femminile
Diventa valle del mondo
Stando nell’ombra dei due lati
ritorni al neonato
integro nello sguardo
Conosci la luce
ma non dimenticare il buio
Ogni “sì”
porta con sé un “no”
Ogni bastone
ha due estremi
Tu stesso
sei intreccio di opposti
Ricordalo
e molti nodi si scioglieranno
La tua comprensione
non avrà confini
Conosci l’onore,
ma conserva l’umiltà
Sii passaggio
tra orgoglio e modestia
Su nessuna vetta si sta a lungo
Nel mezzo
resta naturale
come legno non lavorato
Il legno grezzo
diventa strumento
solo se tagliato
Il saggio lo usa
senza dividere
Ciò che è grande
rimane uno
28b
Consapevole della tua natura maschile
non dimenticare la femminile in te:
diventa come una valle, compresa tra due colline
e stando all'ombra di entrambe
percepirai il mondo intero
nella sua integrità, come un neonato
Nel pensare alla luce, non dimenticare l’oscurità
Ogni “sì” contiene un “no”
A ogni affermazione ne seguirà un’altra, opposta
Ogni bastone ha due estremità
Tu stesso sei un modello di tali contraddizioni
E se in ogni situazione ricorderai questi opposti
potrai evitare gran parte delle complicazioni
e non vi saranno limiti alla tua intelligenza
E nei tuoi pensieri d’onore e successo
non dimenticare la possibilità dell’umiliazione
Sii come un valico che unisce modestia e orgoglio:
stare su una sola vetta non è saggio
Mantenendo l’equilibrio tra esse, conserverai un contegno dignitoso
Potrai diventare naturale come il legno grezzo
Come un pezzo di legno che, tagliato e lavorato
può essere preparato per l’uso
così il saggio applica la distinzione degli opposti
nei suoi affari e nei suoi pensieri
Ma ciò che è veramente Grande è Uno, singolo, indiviso
impossibile da separare o suddividere
29a
Il mondo
è un vaso sacro
Non si afferra
Chi vuole prenderlo
lo rovina
Chi vuole trattenerlo
lo perde
Perché il mondo muta:
chi guida oggi
domani segue
Chi respira libero
può soffocare
Il forte diventa debole
Ciò che si costruisce
si disfa
Il conquistatore
non conserva ciò che prende
Il saggio lo sa
Per questo evita
l’eccesso
l’anticipo
l’estremo
29b
Il nostro mondo è bello come una coppa misteriosa
piena dell’enigma dei nostri destini, delle nostre vite
Può forse essere soggiogato?
Chiunque voglia dominare il nostro mondo
alla fine perderà
Così è sempre stato
Il mutamento del nostro mondo è permanente, eterno
Perciò afferrarlo, impossessarsene, catturarlo è vano
Chi prende il potere, col tempo a sua volta obbedirà
Chi respira libero sarà soffocato
Il forte diventerà debole
Ogni costruzione sarà distrutta
Il conquistatore non conserverà ciò che ha conquistato
Poiché il saggio comprende questo nel profondo
non cade in presunzione
e nella sua mente evita ogni desiderio estremo, ogni passione
30a
Chi consiglia il sovrano
secondo il Dao
non giustifica la violenza
La violenza
ritorna sempre
Dove passano gli eserciti
crescono rovi
Alla guerra
seguono anni
di fame e rovina
Il saggio vince
solo se costretto
Ottiene ciò che serve
e si ferma
Vince
senza orgoglio
Vince
senza gloria
Vince
senza vantarsi
Vince
perché non può fare altrimenti
Chi cresce con la forza
perde presto la forza
Questo va contro il Dao
E ciò che va contro il Dao
finisce presto
30b
Quando un governante chiede al saggio quale governo sia buono
come debba conformare il suo regno al Dao
egli non approva l’uso della forza militare
La natura della violenza è di ritornare sempre colpo su colpo
Dove sono passate le truppe, crescono solo rovi
E dopo una campagna di guerra
giungono anni di distruzione, carestia e dolore
Perciò il saggio sceglie la violenza solo per necessità, non per volontà
Vince solo rispondendo a un attacco
Raggiunto ciò che serve, non prosegue l’inseguimento
Ottenuto il successo, non cade in compiacimento o superbia
Non è un ladro di beni
Il suo trionfo non cerca benedizioni
E il suo risultato non serve a consolidare il potere
Perché chi si eleva con la forza
chi ottiene la vittoria con tale furore
cadrà debole e morirà
Sarà la conseguenza della disobbedienza alla legge del Dao
